Svolta nel caso dell’omicidio del giovane Giovanni Vatalaro. Il personale del Centro operativo di Catanzaro della Dia ha notificato in carcere ad una persona già detenuta, Mario Esposito, di 69 anni, un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale del capoluogo, su richiesta della Dda, in relazione del delitto del commerciante 27enne avvenuto nel 1991 a Crotone commerciante. Vatalaro fu ucciso mentre si trovava in auto insieme alla moglie nel rione "Fondo Gesù". La vettura del ragazzo fu affiancata da un altro mezzo a bordo del quale si trovavano due persone che costrinsero il commerciante, sotto la minaccia delle armi, a scendere dall'auto, uccidendolo poi con alcuni colpi di fucile sparati da distanza ravvicinata. Secondo la ricostruzione fatta dalla Dia sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, una delle due persone che tesero l'agguato a Vatalaro sarebbe stata proprio Esposito. L'omicidio sarebbe da inquadrare, sempre secondo i pentiti che hanno collaborato alle indagini, nelle contrapposizioni tra la cosca Vrenna, di cui avrebbe fatto parte la vittima, e quella degli Arena-Nicoscia. Pisano è attualmente detenuto nel carcere di Catanzaro perché coinvolto nell'operazione "Glicine akeronte", condotta dai carabinieri del Ros con la partecipazione della stessa Dia, che il 27 giugno scorso ha portato all'arresto di 43 persone.
Esposito è stato accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose.
Secondo quanto contestato dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Pasquale Mandolfino, Esposito avrebbe commesso l'omicidio di Vatalaro insieme ad un complice, Francesco Papaleo, ucciso a sua volta in un agguato mafioso nel 1994. Esposito e Papaleo, per uccidere Esposito, si travestirono da poliziotti e istituirono un falso posto di blocco nel rione "Fondo Gesù" di Crotone. In tal modo, utilizzando anche una falsa paletta in dotazione alla polizia, bloccarono l'auto sulla quale Vatalaro viaggiava insieme alla moglie, lo fecero scendere dalla vettura con la scusa di doverlo sottoporre a controllo e lo uccisero con alcuni colpi d'arma da fuoco. L'omicidio, secondo quanto afferma il Gip distrettuale nell'ordinanza di custodia cautelare, fu commesso da Esposito su mandato della cosca di 'Ndrangheta Arena-Nicoscia, contrapposta a quella dei Vrenna, della quale avrebbe fatto parte la vittima. L'inchiesta che ha portato all'emissione del provvedimento restrittivo a carico di Esposito si è avvalsa delle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, Vittorio Foschini, Giuseppe Vrenna e Luigi Bonaventura.
Foto © Imagoeconomica
'Ndrangheta: Dia notifica ordinanza per omicidio avvenuto a Crotone nel '91
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