Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha notificato gli avvisi di conclusione indagini nei confronti di quattro persone accusate di avere fatto parte del gruppo di fuoco che, nel maggio del 2019, a Ionadi, in provincia di Vibo Valentia, tentò di uccidere Dominic Signoretta. La vittima designata, in quel momento, era affacciata sul balcone di casa perché sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Le indagini dirette dalla Dda del capoluogo, e svolte dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato assieme alla Squadra Mobile di Vibo Valentia, hanno consentito di individuare 4 persone sospettate di aver partecipato all'agguato che, secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbe consumato al fine di agevolare e rafforzare le famiglie di ‘Ndrangheta dei Piscopisani e degli Emanuele, avverse alla cosca Mancuso di Limbadi, di cui faceva parte Signoretta. Nel novembre dello scorso anno, nei confronti di uno dei presunti autori materiali dell'agguato, Antonio Campisi, era stato emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto. Campisi, però, si era reso irreperibile fino al 17 dicembre quando venne catturato in una abitazione ad Ardore, in provincia di Reggio Calabria. A seguito di ulteriori approfondimenti investigativi emerse che a favorire Campisi nella latitanza erano state due persone oggi destinatarie dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Grazie alle attività tecniche di indagine utilizzate, inoltre, sono emersi ulteriori elementi che hanno insospettito gli investigatori in relazione all'ausilio prestato da alcuni parenti per favorire la latitanza di uno zio di Campisi, Giuseppe anch'egli latitante dal 2019 a seguito dell'operazione "Ossessione". A Roma, il 4 marzo scorso, è stato catturato anche il secondo latitante e, a seguito degli accertamenti svolti successivamente, è emersa la responsabilità di altri due soggetti sospettati di averne favorito la latitanza. I provvedimenti a carico degli indagati sono stati emessi sia per la commissione materiale del tentato omicidio di Signoretta, aggravato dall'aver realizzato lo stesso al fine di agevolare e rafforzare cosche di 'Ndrangheta, e sia per i fiancheggiatori della latitanza di Campisi Antonio e Giuseppe.

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy