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"Pur essendo emersi chiaramente i contatti con la famiglia Mancuso, inevitabilmente dovuti ai vincoli spesso di stretta parentela", dalle indagini "non è emerso alcun raccordo funzionale con la cosca Mancuso". Lo si legge nell'ordinanza di 850 pagine con cui la gip del Tribunale di Milano, Lidia Castellucci, ha rigettato 27 delle 31 misure cautelari richieste dalla pm della Dda di Milano Alessandra Cerreti, al termine dell'operazione Medoro, avviata nel 2018 dal Ros e chiusa con trenta indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Secondo il giudice per le indagini preliminari le indagini "se, da un lato, confermano la presenza sul territorio lombardo di soggetti legati da vincoli familiari con la famiglia 'ndranghetista Mancuso, dall'altro non hanno documentato l'esistenza, fuori dalle aree di origine, di un'associazione mafiosa connotata da un impegno reciproco e costante, funzionalmente orientato alla struttura e alla attività dell'organizzazione criminosa".

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