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Ha chiesto la riforma di 24 condanne, emesse con il rito abbreviato, il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Domenico Guarascio, applicato come sostituto procuratore generale nel processo d'appello "Stige" contro esponenti apicali e sodali della cosca Farao-Marincola di Cirò. In due giorni di requisitoria il pm ha sottolineato che quella di Cirò è fra le cosche più antiche della Calabria. "In quei territori la 'Ndrangheta decide il processo decisionale pubblico e il processo decisionale privato ed è sagace perché può contare sulla collaborazione degli imprenditori", ha detto il magistrato. Secondo l'accusa la cosca ha registrato una rete di controllo mafioso che aveva messo le mani su diversi settori economici, per un giro d'affari di parecchi milioni di euro, dai rifiuti, agli appalti pubblici, dal commercio alimentare e vinicolo, fino ai servizi funebri, schiacciando la libera imprenditoria. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, concorso esterno, autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.

Foto © Imagoeconomica

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