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Milano. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto i domiciliari per Francesco Manno, ex capo della locale di 'Ndrangheta di Pioltello, detenuto nel carcere di Opera per un cumulo pene di 13 anni e sei mesi (di cui una condanna a 9 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, già estinta). "La stanchezza per la carcerazione - motivano i giudici nel provvedimento - le frustrazioni per i rigetti di precedenti istanze e un'appartenenza troppo radicata per essere recisa effettivamente, hanno determinato un arresto nella progressione del pensiero, cui infine si è aggiunta la pandemia che ha rarefatto la possibilità di continuare l'osservazione in modalità partecipata, attraverso le attività di gruppo. Gli operatori danno conto di una involuzione nel comportamento". L'istanza era stata presentata dall'avvocato Mirko Perlino, anche sulla base della patologia cronica dell'ex presunto boss. Proprio nel dicembre 2020 Manno è stato riscontrato, peraltro, positivo al Covid, "mantenendosi asintomatico - si legge - in tutto il periodo di isolamento sanitario". Il Tribunale ricorda poi che non ha potuto dare seguito alla richiesta di affidamento con disponibilità al lavoro in una officina di Corsico, perché la "circostanza è poco conciliabile con le accertate difficoltè visive" di Manno "verosimilmente correlate alla patologia diabetica e una sospetta arterite di Horton". I giudici, Mariateresa Gandini (presidente), Gaetano La Rocca, Faraglia Benedetta e Luigi Colaianni, hanno comunque respinto la richiesta di detenzione domiciliare ordinaria, disponendo invece indicazioni precise: "Non potrà allontanarsi da casa se non con l'autorizzazione del magistrato di sorveglianza, assentarsi dal domicilio solo in caso di udienza e permettere l'accesso alle autorità di vigilanza ogniqualvolta richiesto".

AGI

Foto © Imagoeconomica

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