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di AMDuemila
La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito una confisca per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, nei confronti di imprenditori ritenuti contigui al clan di 'ndrangheta Mancuso di Limbadi. La misura di sequestro, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, ha origine dall’approfondimento del curriculum criminale e della posizione patrimoniale di Luigi Ferruccio Bevilacqua, (morto nel 2018), arrestato dalle Fiamme Gialle nel 2015, nell'ambito dell'operazione ''HYDRA'', per i reati di usura, intestazione fittizia di beni ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria. Il sequestro riguarda in particolare beni riconducibili a Bevilacqua, ai suoi due figli Renato e Alessandro, di 49 e 46 anni (anche loro arrestati nel 2015) e a due imprenditori, tra cui 9 unità immobiliari a Roma e Torre Boldone (BG); 14 lingotti d'oro del peso complessivo di circa 5 kg; 4 automezzi e disponibilità finanziarie, il cui valore supera i 2 milioni di euro.
Nel 2009, l’uomo, definito da alcuni collaboratori di giustizia come ''colletto bianco'', usuraio e riciclatore vicino alla cosca Mancuso, si era trasferito dalla Calabria a Roma per scontare la misura dell'obbligo di dimora ma aveva mantenuto i rapporti con la terra d'origine e proseguito le attività illecite per le quali è stato poi arrestato. ''… siamo sempre vicini, siamo sempre una famiglia… questo non c'è dubbio…'' si legge nelle intercettazioni dei finanzieri. Secondo le indagini i proventi venivano reinvestiti in bar, ristoranti, pescherie e rivendite di orologi, tutti nella zona di piazza Bologna, che sono stati sequestrati nel corso dell'operazione nonostante la loro reale titolarità fosse stata ''schermata'' utilizzando compiacenti ''prestanome''.
Le successive indagini svolte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno permesso di ricostruire le ricchezze illecitamente accumulate nel tempo e dimostrare la loro notevole sproporzione rispetto ai redditi dichiarati.

Foto © Imgoeconomica

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