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23 novembre 2011
Milano. Dovrà ripartire da zero il processo in corso da qualche mese a Milano per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell'acido nel milanese, e nel quale sono imputati il suo ex convivente Vito Cosco, i fratelli dell'uomo e altre persone. La Corte d'Assise infatti, è rimasta senza il presidente Filippo Grisolia perchè nominato come capo di gabinetto del neo ministro della Giustizia Paola Severino. E in vista del cambiamento della composizione della Corte, le difese non hanno dato il consenso per mantenere valide le prove finora raccolte in dibattimento, tra cui la testimonianza di Denise, la figlia che la collaboratrice di giustizia uccisa ha avuto con Vito Cosco e che vive da tempo sotto tutela. Dunque il processo, aggiornato al primo dicembre per la nomina di un nuovo presidente della Corte, dovrà cominciare da capo e il pm della dda Marcello Tatangelo, riconvocare tutti i testi finora ascoltati, tra cui la stessa Denise, 19 anni, che fu la prima a denunciare la scomparsa della madre e ora è parte civile contro il padre, affiliato all'ndrangheta. La ragazza lo scorso settembre per due udienze aveva reso in aula una testimonianza coraggiosa. Gli imputati vennero arrestati a ottobre dell'anno scorso e il prossimo luglio scadono i termini di custodia cautelare e se non interviene la sentenza di primo grado entro quella data potrebbero ritornare in libertà.

ANSA

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