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Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, divenuta irrevocabile a seguito di pronuncia della Suprema Corte di Cassazione con la quale è stata disposta la confisca di 21 milioni di euro a un gruppo imprenditoriale reggino contiguo alla 'Ndrangheta. Si chiude così l'istruttoria che, già nel 2020, aveva condotto a un primo sequestro patrimoniale disposto dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di prevenzione, sulla scorta di una indagine del Gruppo della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e nel corso dell'operazione Heliantus, condotta dalla Dda guidta dal procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. In particolare, la confisca odierna si basa su risultanze investigative che hanno fatto emergere la contiguità di questo gruppo imprenditoriale soprattutto con la cosca Labate, operando nel settore del noleggio di slot machines, degli strumenti per la pratica di giochi on-line e della gestione dei centri di raccolta scommesse. Grazie a patti con la cosca, il gruppo, sfruttando la sua protezione, si è imposto sul territorio quasi in regime di monopolio in questo settore, anche con la concessione abusiva di linee di credito ai clienti, l'esercizio del gioco illegale e le estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Nel 2012, ad esempio, era stato utilizzato un piccolo ordigno artigianale per intimidire un debitore in modo che pagasse un debito di 60 mila euro. 
I destinatari dell'odierna misura patrimoniale nel 2009 avevano ereditato, con il favore della 'Ndrangheta, la grossa fetta di mercato in precedenza gestita da un altro imprenditore reggino poi condannato definitivamente nel 2014 per diversi reati aggravati dal metodo mafioso nonché colpito nel 2015 da misura di prevenzione personale e patrimoniale. Da quel momento in poi gli utili delle società ora destinataria del provvedimento di confisca hanno subito un'impennata improvvisa, alla base dell'espansione anche in territorio milanese. Diversi collaboratori di giustizia di rilevante spessore hanno confermato gli stretti legami di questi imprenditori con esponenti dei Labate, e per loro conto la gestione di plurime attività illecite, tra cui quelle legate ai giochi e alle scommesse, soprattutto nei quartieri Gebbione e Sbarre. Un esponente dei Labate riceveva regolarmente denaro da una ditta di questi imprenditori senza svolgere alcuna attività lavorativa. E c'era anche un uomo che, nell'interesse del gruppo imprenditoriale e dei Labate, si incaricava di varie mansioni, dal 'recupero crediti' anche con modalità estorsive, a servizi di 'polizia privata' in caso di piccoli furti di denaro in sale scommesse o da gioco. Una indagine patrimoniale svolta dal Gruppo della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha fatto emergere, attraverso complessi e articolati riscontri investigativi, un compendio patrimoniale direttamente nella disponibilità dei componenti del gruppo imprenditoriale, il cui valore e' risultato decisamente sproporzionato rispetto alle loro capacità reddituali manifestate. Da qui il sequestro disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, poi confermato dalla successiva sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria (fatta eccezione per n. 4 immobili), divenuta ora irrevocabile. Passano allo Stato 4 beni immobili (abitazioni e terreni) e 7 società e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in oltre 21 milioni di euro. 

Foto © Imagoeconomica

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