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Quaranta condanne per i reati, contestati a vario titolo, di associazione mafiosa e spaccio di sostanze stupefacenti, tre assoluzioni e un non luogo a procedere. E' la sentenza pronunciata dal Gup di Catania a conclusione del processo celebrato col rito abbreviato scaturito dall'operazione 'Camaleonte', del 23 giugno 2020, della squadra mobile contro il clan Cappello. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai sostituti Antonella Barrera e Tiziana Laudani. Secondo l'accusa era di circa 1,5 milioni di euro al mese il volume d'affari della cosca capace di far arrivare cospicui quantitativi di hashish e marijuana anche a Malta. Fondamentale nell'organizzazione, secondo la Procura di Catania, era il ruolo delle donne, che non soltanto facevano le veci degli uomini quando questi ultimi erano in carcere, ma avevano la contabilità del traffico di droga e disponevano del 'recupero crediti'.

Foto © Imagoeconomica

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