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"È una protesta pacifica: a chi viene faremo notare che è un luogo sacro da non profanare"

Sono già duecento le adesioni raccolte dal gruppo "Scorta per la memoria" creato su Facebook da Salvatore Borsellino il 10 gennaio scorso, appena due giorni dopo la visita del Carroccio Matteo Salvini a Palermo. Un episodio che ha sollevato numerose polemiche. Il leader della Lega, giunto per rendere omaggio al magistrato Paolo Borsellino e alla sua scorta uccisi da Cosa nostra il 19 luglio del 1992, si era presentato in via d'Amelio, davanti all'ulivo fatto piantare dalla madre del giudice nel cratere dell'esplosione, indossando una mascherina che riproduceva l'immagine del giudice. Una scelta che alcuni non hanno gradito, a partire dal fondatore del movimento delle Agende Rosse e fratello di Borsellino, Salvatore. Da qui l'idea del gruppo: l'obiettivo garantire, dal primo di maggio al 30 di luglio, i mesi delle stragi, la presenza di alcuni volontari "per presidiare quel luogo sacro".
Sarà un presidio pacifico, assicura Salvatore Borsellino, per scoraggiare la tentazione di eventuali "passerelle": unica "arma" da esibire una Agenda Rossa che "potrà poi tenere come ricordo di quel giorno che ha donato per fare da scorta a Paolo". "Ho creato il gruppo per evitare che si ripetano episodi come quello con Salvini - racconta Borsellino - le visite sono sempre gradite, è un luogo pubblico, chiunque può venire, ma non per esibirsi o per farsi fotografare: va rispettato perché per tante persone è sacro". Una iniziativa che ha raccolto decine di adesioni in tutta Italia. Al momento sono oltre 200, infatti, le persone che hanno dato la propria disponibilità per garantire, a proprie spese, un giorno di presidio davanti all'albero di ulivo in via d’Amelio: già al completo i turni per il mese di maggio. Il motto del gruppo è "Un giorno della tua vita per chi ha sacrificato la sua vita per noi". "Ovviamente non impediremo a nessuno di avvicinarsi all'albero ma non deve diventare una passerella - ribadisce ancora Salvatore - sarà una protesta pacifica: a chi dovesse venire faremo notare che è un luogo sacro e che non deve essere profanato da mascherine di dubbio gusto. Quando penso che quella indossata da Salvini con l'immagine di mio fratello è stata buttata chissà dove, mi ribolle ancora il sangue".

Foto originale © Imagoeconomica

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