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Il Questore di Palermo intervenuto a una Marina di Libri
di AMDuemila
"Matteo Messina Denaro è un latitante che va assicurato alla giustizia, ma bisogna stare attenti a non confondere la lotta alla mafia con la cattura di un latitante. A volte è riduttivo pensare che prendi un latitante e la MAFIA e sconfitta". E' il questore di Palermo, Renato Cortese, ad esprimere questo concetto intervenendo a "Una Marina di Libri" per i dieci anni di Live Sicilia. "Non basta catturare un latitante la mafia che è fata di corruzione e di arroganza, di ramificazione, di grandi affari". Leggendo i dati raccolti dalle ultime indagini, secondo il Questore emerge che Messina Denaro "non comanda su Palermo, ma va catturato sicuramente". Poi ha aggiunto: "Senza il consenso sociale la mafia oggi sarebbe già stata catturata, debellata. Sarebbe solo una banda di delinquenti. Anche se oggi il consenso sociale per i boss è notevolmente diminuito". Rispetto agli anni Novanta, al tempo immediatamente dopo le stragi, molte cose sono cambiate: "Era una città diversa, una città in ginocchio e impaurita la mafia l'aveva messa sotto scacco. C'erano i processi a gabbie vuote perché gli imputati erano tutti latitanti importanti. La sensazione era di essere ancora in guerra. C'era la consapevolezza di dare una risposta. Noi come attività di repressione abbiamo dato il massimo. Il modo migliore era recuperare credibilità dello Stato, che aveva le sue colpe. Intanto catturare i latitanti era l'emergenza in quel tempo. Avevamo i quartieri con i capi delle famiglie".

Foto © Imagoeconomica

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