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ruperti rodolfoPalermo. "Con l'operazione Game Over siamo riusciti a chiudere il cerchio individuando figure che hanno gestito il business criminale. Lo specialista è Benedetto Bacchi, che guadagnava quasi un milione al mese, con l'appoggio e il sostegno della famiglia mafiosa di Partinico. In base ad un accordo solo una parte dei soldi finivano alla cosca. A Bacchi rimanevano tanti soldi che doveva riciclare grazie all'intervento di altre figure per lo più professionisti insospettabili". Lo ha detto il capo della squadra mobile di Palermo Rodolfo Ruperti nel corso della conferenza stampa sull'operazione Game over. "Ci siamo imbattuti nel corso delle indagini in un giro di soldi molto consistente. I soldi andavano riciclati - ha aggiunto - Ad esempio Bacchi ha cercato di investire una grossa quantità di denaro nell'acquisto di un grosso palazzo in costruzione di via del Bersagliere a Palermo. Fa transitare lì circa 900 mila euro. Per questo utilizza un conto intestato allo zio della moglie, che ha una società che serve solo per fare entrate i soldi dai conti a Malta. I soldi vengono accreditati tramite la complicità di un commercialista e un bancario di Intesa San Paolo in un conto intestato ad un'altra società che legata all'imprenditore partinicese. I due professionisti riescono a fare passare in questo modo 500 mila euro per finanziare l'investimento immobiliare. Sono svariati gli investimenti al centro dell'indagini come quello relativo al terreno su cui è stato realizzato il nuovo centro commerciale Lidl in viale Regione Siciliana di Palermo. Oltre a commercialisti e impiegati di banca Bacchi poteva contare su architetti che spuntati dal nulla diventavano imprenditori e costruttori”.

ANSA

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