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ROMA. "Di cose importanti, nella sua vita, Don Pino Puglisi ne aveva fatte moltissime: lui però, si sentiva solo un prete, impegnato a testimoniare la parola di Cristo in ogni sua azione. Nel quartiere Brancaccio di Palermo lottava quotidianamente per avvicinare i giovani alla legalità e aveva portato speranza e orgoglio in una realtà difficile. Con parole semplici e inequivocabili era diventato un simbolo e, per questo, una spina nel fianco di 'cosa nostra'. Fu ucciso da due killer che lo attesero sotto casa nel giorno del suo compleanno, il 15 settembre 1993. Quando li vide, Don Pino sorrise e disse "me lo aspettavo". Quel sorriso, dolce e forte allo stesso momento, si impresse nell'animo dei due uomini che lo ammazzarono. Fu così che, dopo il loro arresto, decisero di convertirsi e collaborare con la giustizia, rivelando importantissimi dettagli che riaprirono anche le indagini sulla strage di Via D'Amelio: un altro miracolo di quell'uomo di cui non abbiamo dimenticato l'impegno, il lascito e l'esempio". Così il presidente del Senato Pietro Grasso ricorda la figura di Don Pino Puglisi nell'anniversario del suo assassinio.

ANSA

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