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lampioncino centro pppdi Antonio Mercurio
Si tratta dell'ennesimo episodio da parte di ignoti a pochi metri dalla statua del beato Giuseppe Puglisi. Il presidente: «Non mi sento solo, però mi domando: ma è questa la sensibilità delle persone?»

«Perché dovrei sporgere una denuncia? Perderei soltanto del tempo e lo farei perdere alle forze dell’ordine. In 23 anni ho presentato oltre 100 denunce, e non hanno mai preso un responsabile, nemmeno quando mi hanno minacciato di morte per telefono». È tanta la rabbia che traspare dalle parole di Maurizio Artale, il presidente del Centro d Accoglienza Padre Nostro, a Brancaccio, dopo l’ennesimo atto vandalico da parte di ignoti. Nella notte, è stato rotto un lampioncino del piazzale Anita Garibaldi, a pochi metri dalla statua del beato Giuseppe Puglisi.

«Oggi abbiamo trovato l’ennesimo lampioncino distrutto dai vandali - ha proseguito -. Un sacrilegio compiuto in questa piazza, un luogo sacro, dove hanno ucciso il beato. Tutti quelli che abitano nella piazza, almeno sessanta famiglie, sono complici». L’ultimo caso si è verificato neanche due settimane fa, ma si tratta di una lunga serie di episodi che si ripetono da anni senza soluzione di continuità. «Non mi sento solo, però la domanda che mi faccio sempre è: ma è questa la sensibilità delle persone? Lasciamo stare per un attimo quello antimafioso, ma pensiamo a quello religioso. Deturpano da anni il luogo dove Puglisi è stato martirizzato e mai una telefonata. Allora ci si ricorda di lui solo il 15 settembre? Questo è segno inciviltà» ha concluso.
(15 novembre 2016)

palermo.meridionews.it

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