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bosio sebastiano web0Palermo. "Mio padre mi disse che il medico Sebastiano Bosio e l'imprenditore Libero Grassi erano stati uccisi dai Madonia. Ne parlarono con mio padre Giuseppe Giacomo Gambino e Bernardo Provenzano. Grassi e Bosio, secondo la mafia, erano due rompicoglioni, due sbirri, persone rigide nei confronti della mafia. Per mio padre erano comunque due omicidi inutili, avrebbero fatto più danni da morti che da vivi". Così Massimo Ciancimino ha spiegato le ragioni dell'omicidio di Sebastiano Bosio, il primario del Civico ucciso nel 1981, durante il processo d'appello a Antonino Madonia, accusato del delitto e assolto in primo grado. Rispondendo alle domande del pg Nico Gozzo, Ciancimino ha parlato anche della nuova struttura che doveva essere costruita al Civico. "Tutta la mafia della zona - ha spiegato - era interessata agli appalti sia per l'edilizia sia per la fornitura di macchinari e strumenti medici. Bosio, da quello che mi ha raccontato mio padre, si era opposto ad alcune segnalazioni dell'onorevole Salvo Lima per gli appalti". Negli interrogatori con i pm Ciancimino aveva anche detto di aver saputo da suo padre che "la vicenda Sindona era tra le causali dell'omicidio Bosio", ma non ha saputo dire di più in aula in risposta alle sollecitazioni dell'avvocato Marco Clementi difensore di Madonia. Clementi ha anche puntato sulle alcune "contraddizioni" di Ciancimino che, in un verbale del marzo 2008, al pm aveva detto che a volere l'omicidio sarebbe stato Gambino, indicando come esecutore Madonia. Oggi ha spiegato che "sia Gambino che e Madonia volevano Bosio morto", non sapendo dire se l'imputato fosse coinvolto come mandante o come esecutore. "Bosio aveva la denuncia facile, era uno sbirro - ha proseguito - Me lo disse mio padre tra il 1999 e il 2000. Ricordo che qualcosa era scritto anche nel libro 'Le mafie', ma non so, nelle varie perquisizioni, dove siano finite queste carte”.

ANSA

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