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di Silvio Schembri
La scrivania era ancora da sistemare del tutto. C'era soltanto la tastiera del pc e una stampante. Ma poco importavano stamani i dettagli. L'obiettivo era un altro: accogliere il testimone di giustizia di Bivona (Agrigento) Ignazio Cutrò nel nuovo ufficio dove - a partire da oggi - lavorerà come impiegato regionale. Cutrò, testimone in un processo contro la famiglia mafiosa del suo paese, ha trovato ad attenderlo il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Claudio Mettifogo. E' il primo testimone assunto dalla Regione Siciliana in seguito alla legge varata dall'Ars che prevede l'assunzione nell'amministrazione regionale dei testimoni di giustizia siciliani. Dopo anni di battaglie, e dopo le condanne alle persone processate grazie alle testimonianze di Cutrò, il testimone adesso potrà lavorare a Bivona (Agrigento), continuando a vivere nel suo paese anziché spostarsi in una località segreta ed assumendo una nuova identità. "Ritengo che sia questa la vera vittoria dello Stato - ha affermato Cutrò -, devono essere i mafiosi ad andare via e non le persone perbene".

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