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30 giugno 2014
Palermo. "E' vero, ho fatto una leggerezza...". Con queste parole Pietro Franzetti, l'imprenditore che si autodefiniva 'antiracket', coinvolto nell'inchiesta antimafia che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 21 persone e all'azzeramento del mandamento mafioso di Resuttana-Zen, nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip che si è svolto oggi avrebbe ammesso d'avere tentato l'acquisto di un 'pacchetto' di voti. Franzetti, che appena un mese fa aveva partecipato davanti a Montecitorio a un flesh mob per chiedere la revoca dei vitalizi agli ex deputati condannati per mafia, è accusato di corruzione elettorale. Per lui i magistrati avevano chiesto l'arresto ma il gip Luigi Petrucci ha scelto il divieto di dimora. Ad incastrare Franzetti ci sono anche le intercettazioni ambientali. Secondo l'accusa il giovane imprenditore avrebbe pagato 13.200 euro per un pacchetto di 1.500 voti. Ma poi, alle elezioni comunali del 2012 aveva ottenuto poco piu' di 300 voti. (30 giugno 2014 ore 21.48)

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