4 dicembre 2012
Palermo. La Polizia ha sequestrato a Palermo un'impresa edile riconducibile a Giuseppe Bommarito, 68 anni, di San Giuseppe Jato (Palermo), condannato in via definitiva a 10 anni e 6 mesi di carcere per associazione mafiosa ed estorsione e sottoposto alla sorveglianza speciale di Ps con obbligo di soggiorno nel suo paese per 4 anni. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, su proposta del questore, Nicola Zito.
Già in passato, a seguito di indagini condotte dalla Dia nel 2007,all'uomo e ai suoi familiari erano state confiscate la società "G.B.A. Costruzioni srl", e le ditte individuali "Giuseppe Bommarito" e "Calogero Bommarito", intestate ai suoi figli. "Nonostante i provvedimenti di sequestro e confisca di beni riconducibili alla mafia - spiegano gli investigatori -, accade talvolta che vengano avviate nuove imprese che di fatto costituiscono una prosecuzione delle attività già svolte dai medesimi soggetti nel tentativo di eludere i provvedimenti ablativi disposti nei loro confronti".
Le indagini svolte hanno permesso di dimostrare che Giuseppe Bommarito è il reale dominus dell'impresa formalmente intestata al figlio Giuseppe Antonio ed avviata gia' nel 2008, che attualmente è impegnata in due cantieri, uno a Torretta in contrada Piano dell'Occhio per la ristrutturazione di un agriturismo, l'altro a Palermo in un condominio di via Val di Noto.
Adnkronos
In foto: Giuseppe Bommarito
