13 giugno 2012
Trapani. "Alcuni personaggi della comunita' Saman avevano una barca con cui facevano un traffico di armi e droga; credo che Rostagno avesse scoperto una cosa del genere". Lo ha detto il collaboratore di giustizia Roberto Sipala, quarantenne originario di Caltagirone, deponendo questa mattina nell'aula bunker del palazzo di giustizia di Trapani, nella ripresa del processo per l'omicidio di Mauro Rostagno, avvenuto il 26 settembre 1988 nelle campagne di Valderice. Riguardo al delitto, Sipala ha invece ricordato: "L'uomo che mi accompagno' negli unici due sopralluoghi che feci a Trapani, Luigi Giuseppe Fagone, si fece poi male alla mano destra sparando a Rostagno, perche' si spacco' il fucile". L'esame del pentito e' durato una decina di minuti perche' la Corte d'Assise, presieduta da Angelo Pellino, ha acquisito cinque verbali di interrogatori a Roberto Sipala risalenti al periodo compreso tra il 1993 e il 1995, nei quali, tra l'altro, il collaboratore di giustizia indico' i nomi dei quattro presunti esecutori materiali dell'omicidio Rostagno. Sipala, ascoltato oggi in qualita' di "imputato di reato probabilmente collegato", ha esordito ricordando di essere entrato a fare parte della Stidda all'eta' di 14 anni e di essere passato a Cosa nostra circa quattro anni dopo, fino all'inizio della sua collaborazione con la giustizia nel 1991. "Attualmente - ha raccontato - sto finendo di scontare trent'anni di pena (agli arresti domiciliari, ndr) per diverse condanne: associazione mafiosa, omicidio, estorsioni, traffico internazionale di armi"; ma dietro una domanda della parte civile, ha ricordato di essere stato condannato anche per calunnia nei confronti della compagna di Rostagno, Elisabetta "Chicca" Roveri.
In apertura del processo e' stato invece ascoltato nuovamente il colonnello Elio Dell'Anna, ex comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Trapani, in merito a un colloquio avuto a Milano con il giudice istruttore Antonio Lombardi che si occupava del processo per l'omicidio del commissario Calabresi. Fra tanti "non ricordo", l'ufficiale ha parlato del contenuto di una relazione che consegno' alla procura trapanese dopo l'incontro informale nell'ufficio di Lombardi. Il giudice avrebbe raccontato all'allora capitano Dell'Anna che "Rostagno era a conoscenza di mandanti ed esecutori dell'omicidio Calabresi" e che "aveva rotto i ponti con gli ex compagni di Lotta Continua ed era probabile che volesse dire la verita'", esprimendo la convinzione di un collegamento tra gli omicidi di Rostagno e Calabresi. Queste ed altre presunte rivelazioni furono smentite all'epoca, nel 1996, dallo stesso giudice istruttore e portarono Adriano Sofri a denunciare Dell'Anna e Lombardi per calunnia e falso; la vicenda, oggetto di indagini da parte del Ros di Caltanissetta, si concluse con un decreto di archiviazione. Oggi, l'ufficiale dei carabinieri ha ammesso: "Puo' anche darsi che io abbia capito in un modo e il giudice si espresse diversamente". Nel pomeriggio l'audizione di un consulente balistico della difesa, Luca Soldati.
AGI
