7 novembre 2011
Palermo. Francesco Vella, 36 anni, di Gela, esponente di spicco del clan Emmanuello, di Cosa Nostra gelese, ha deciso di collaborare con la giustizia. Lo si è appreso stamani, in corte d'appello, a Caltanissetta, quando è stato letto uno stralcio del suo interrogatorio, durante il processo di secondo grado «Munda Mundis» contro esponenti delle cosche gelesi accusati di avere estorto per 10 anni denaro alle imprese che gestivano il servizio di smaltimento dei rifiuti nell'Ato CL2 di Gela. La scelta di Vella sarebbe maturata dopo una lunga riflessione che - a dire del suo avvocato - «l'ha portato a prendere consapevolezza degli errori commessi, a chiudere col suo passato e a dedicarsi interamente ai propri familiari per garantire loro un futuro migliore». «Troppo pesanti» i rimorsi per i crimini di cui si è macchiato. Francesco Vella (soprannominato «Cicciu u pazzu») è stato reggente del clan Emmanuello nei primi anni del 2000. Detenuto dal 2004, Vella sta per finire di scontare varie condanne per associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.
Tra le vicende che il nuovo pentito di Cosa Nostra gelese, Francesco Vella, starebbe rivelando ai magistrati inquirenti ci sarebbero anche particolari dell'attentato che il clan Emmanuello stava progettando, nel gennaio del 2010, contro il giudice Gianbattista Tona, di Caltanissetta, e l'ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, oggi euro-parlamentare del Pd. Il progetto, grazie alle informazioni dal carcere di un collaboratore di giustizia, fu scoperto e sventato, mentre Vella (che era stato rimesso in libertà da poco) fu subito raggiunto da ordine di custodia cautelare. A suo carico l'accusa di essere l'organizzatore e uno dei potenziali esecutori della sentenza di morte emessa dagli Emmanuello nei confronti del magistrato nisseno e dell'uomo politico gelese per il loro costante impegno antimafia. L'operazione eseguita dalla Dda di Caltanissetta, denominata Extrema Ratio«, portò all'arresto di altri quattro complici: Massimo Billizzi, Nicola Cascino, Paolo Portelli e Domenico Vullo.

ANSA

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