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La gup di Palermo Marta Maria Bossi ha condannato diciassette persone, coinvolte nell'inchiesta della procura sui traffici di droga nel quartiere dello Sperone, uno dei fortini dello spaccio del capoluogo siciliano. Nella vendita di stupefacenti erano coinvolti nuclei familiari e anche i ragazzini, molti dei quali minorenni, impegnati nel fare da vedette per proteggere i pusher. La sostanza più venduta era il crack, pericolosissimo per gli effetti e per la dipendenza che provoca: centinaia le cessioni riprese dai poliziotti impegnati nelle indagini. A indagare erano stati gli uomini e le donne del commissariato di Brancaccio, che avevano piazzato una telecamera anche dentro una macchina parcheggiata, oltre che nelle vie che si snodano attorno alla piazza definita "ai cancelli". 

Fonte: Agi 

Foto © Paolo Bassani

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