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Un aereo a turboelica Antonov An-26, che sorvolava la remota penisola della Kamchatka nell'Estremo Oriente russo, si è schiantato in mare martedì pomeriggio con 28 persone a bordo. La causa del disastro è da attribuire presumibilmente alle cattive condizioni meteorologiche. Il volo di linea dalla capitale regionale Petropavlovsk-Kamchatsky alla città di Palana, a oltre 700 km di distanza, è stato condotto dalla Kamchatka Aviation Enterprise, una piccola compagnia locale che serve rotte verso aeroporti isolati, utilizzando una manciata di aerei di fabbricazione sovietica e ceca provenienti dall'epoca comunista.
Le autorità russe stanno tutt'ora indagando se la scomparsa dell'aereo sia stata il risultato di violazioni delle regole di sicurezza o di cattive condizioni meteorologiche. L'Agenzia federale per il trasporto aereo ha riferito al quotidiano di Mosca RBK che nella zona sono state segnalate nuvole pesanti e nebbia.
Gli investigatori locali affermano di essere attualmente "alla ricerca di dettagli" sull'esatta posizione dell'aereo. In tutto si ritiene che ci siano 22 passeggeri dispersi, tra cui almeno un bambino e sei membri dell'equipaggio.
La regione della Kamchatka è nove ore avanti rispetto alla capitale. Inoltre risulta essere più grande dell'Ucraina o della Francia e ospita poco più di 300.000 persone. Con 16 vulcani attivi, è circondata dall'Oceano Pacifico da un lato e dal Mare di Okhtosk dall'altro.

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