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Borrell: “Egitto collabori con Italia su responsabilità”

"La verità la intravediamo, com'è dimostrato dall'iscrizione nel registro degli indagati dei quattro ufficiali egiziani. La giustizia continuiamo a cercarla, ed è un po' più difficile, abbiamo bisogno soprattutto del sostegno delle istituzioni italiane, che possano fare pressione per far interrogare gli indagati". Così Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, intervistati da Rainews24 a Fiumicello nel corso delle iniziative programmate a cinque anni dalla scomparsa del 28enne ricercatore italiano. "Il richiamo dell'ambasciatore - aggiungono i genitori di Regeni - è una strategia percorribile ed è importante volerla. Bisogna fare delle scelte, non è solo questione di affari, ci pare che l'Italia voglia essere amica a tutti i costi dell'Egitto. L'esposto contro il governo per la vendita di armi all'Egitto è una battaglia concreta e coerente, così come avrebbe voluto Giulio: lo Stato che emana le leggi deve rispettarle, ed è ciò che chiediamo". I genitori di Regeni hanno commentato anche l'intervento di oggi del presidente della Repubblica. "Le parole del presidente Mattarella - sottolineano Paola e Claudio Regeni - ci hanno fatto molto piacere. Però sono passati cinque anni e non è più tempo di aspettare, ci vogliono verità e giustizia. Giulio avrebbe 33 anni. Forse sarebbe tornato in Italia con un lavoro che ne riconosceva le competenze. Tornare qui era il suo sogno". In mattinata nel frattempo l’Unione europea ha ribadito l'appello all'Egitto a cooperare con le autorità dell'Italia sulla scomparsa e sull'uccisione del ricercatore friulano.
”Il caso di Giulio Regeni è una questione grave per l'Italia e per l'intera Unione Europea”, ha detto l'Alto rappresentante della Ue, Josep Borrell, al termine del Consiglio Esteri Ue. “Continuiamo ad esortare l'Egitto a cooperare in pieno con le autorità italiane sulle responsabilità, e affinché sia fatta giustizia”.

Foto © Imagoeconomica

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