Un’operazione congiunta di Polizia Nazionale, Guardia Civil e Vigilanza Doganale ha liberato 162 donne sudamericane, sfruttate sessualmente da un’organizzazione criminale in diverse province spagnole. La rete, che operava principalmente nella Comunità Valenciana ma si stava espandendo a Barcellona, Málaga, Murcia e Tarragona, è stata smantellata con l’arresto di 37 persone, di cui 9 in carcere provvisorio, nelle province di Valencia, Málaga, Murcia, Castellón e Alicante.
L’indagine è partita dalla denuncia di tre vittime, che ha rivelato un sistema criminale dedito a reclutare donne vulnerabili, spesso prive di permessi di soggiorno, per costringerle alla prostituzione in immobili e locali trasformati in bordelli, mascherati da centri massaggi. Le vittime, confinate in condizioni disumane, potevano uscire solo due ore al giorno e vivevano sotto costante videosorveglianza. I proventi dei servizi erano divisi al 50% con l’organizzazione, che imponeva multe arbitrarie.
La rete era strutturata su tre livelli: al vertice i capi, legati da vincoli familiari, che gestivano gli immobili; un secondo livello di supervisori fidati; un terzo livello di responsabili operativi, tra cui sorveglianti e distributori di droga. L’operazione ha portato a 39 perquisizioni in sette province, con il sequestro di 141.000 euro in contanti, tre veicoli e numerosi documenti contabili. Un’indagine parallela dell’Agenzia Tributaria di Valencia sta analizzando il riciclaggio di denaro attraverso società di copertura, con il blocco di oltre 60 conti bancari e beni dei presunti responsabili, per garantirne il possibile sequestro.
Liberate 162 donne vittime di sfruttamento sessuale in Spagna: 37 arresti
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