La rete era guidata da un leader con connessioni in Spagna, Colombia e Paesi Bassi
La Policía Nacional spagnola ha smantellato un sofisticato laboratorio clandestino per la produzione di ecstasy in un’area industriale di Amposta, Tarragona, considerato il più grande del suo genere mai scoperto in Spagna. L’operazione ha portato all’arresto di cinque persone, di cui quattro sono finite in carcere, e al sequestro di 582 chili di ecstasy, 722 litri di olio, 31.000 litri di precursori chimici, 2.085 chili di precursori solidi e 28.600 euro in contanti. Parallelamente, a Pinar de la Horadada, Alicante, è stato arrestato un latitante ricercato dalle autorità ungheresi per frode e falsificazione di documenti, con una condanna complessiva di oltre 22 anni.
L’indagine, iniziata nel 2023 grazie alla collaborazione tra la Policía Nacional spagnola e quella olandese, ha rivelato l’esistenza di una rete criminale internazionale dedita al traffico di droghe sintetiche. Al vertice dell’organizzazione c’era un leader, figura chiave del crimine organizzato, con una vasta rete di contatti in Spagna, Colombia e Paesi Bassi. Considerato un uomo di fiducia di gruppi criminali olandesi coinvolti nel traffico di droga e in regolamenti di conti, viaggiava frequentemente per concludere accordi commerciali. Sotto il suo comando operavano due “cuochi” olandesi, specializzati nella sintesi dell’ecstasy, e un responsabile della sicurezza, incaricato di monitorare il laboratorio attraverso un sistema di telecamere interne ed esterne. L’organizzazione adottava rigorose misure di sicurezza: cambi frequenti di domicilio, contatti limitati con estranei e utilizzo di telefoni criptati e criptovalute per garantire l’anonimato e ostacolare le indagini.
Il laboratorio, situato in un’area industriale di Amposta, era stato selezionato dopo un’accurata analisi per minimizzare i rischi di individuazione. Le strutture vicine erano vuote o abbandonate, garantendo riservatezza e facilitando il controllo di eventuali presenze estranee. Dotato di sei reattori industriali, distillatori ad alta temperatura e oltre un milione di euro in attrezzature, il laboratorio era suddiviso in sei aree specializzate: stoccaggio, reazione, distillazione, cristallizzazione, filtraggio e pesatura.
L’operazione: arresti e sequestri
A maggio, il leader della rete è stato arrestato a Cambrils in seguito a un mandato di cattura europeo emesso dai Paesi Bassi. Durante le perquisizioni a Cambrils e in Olanda, sono stati sequestrati 198 chili di bicarbonato, usato come sostanza da taglio. Il 24 giugno, gli investigatori hanno intercettato una donna arrivata dai Paesi Bassi per incontrare i “cuochi”. Dopo aver acquistato una ventina di cassettiere in un negozio di bricolage, i sospetti hanno trasportato il materiale al laboratorio, dove il giorno successivo la polizia ha fatto irruzione. Durante il blitz, sono stati scoperti 582 chili di ecstasy, di cui 120 nascosti dietro le cassettiere e 462 all’interno di esse. I due “cuochi” e il responsabile della sicurezza sono stati arrestati sul posto e incarcerati per reati contro la salute pubblica e appartenenza a un’organizzazione criminale. Mercoledì, la donna olandese è stata fermata con le stesse accuse.
