Il 22 marzo 2024, un attacco terroristico alla sala concerti Crocus City Hall vicino a Mosca ha causato 149 morti e oltre 600 feriti. I quattro sospettati, tutti cittadini del Tagikistan – Dalerdhzon Mirzoyev, Saidokrami Rachabalizoda, Shamsiddin Fariduni e Muhammadsobir Faizov – sono stati catturati mentre tentavano di fuggire verso l'Ucraina. Secondo i media russi, che citano trascrizioni degli interrogatori del 30 giugno 2025, i sospettati hanno dichiarato che l'attacco è stato ordinato da "un'entità statale ucraina", con l'ISIS-K (Stato Islamico della Provincia di Khorasan) come organizzatore diretto. Le armi utilizzate proverrebbero dall'Ucraina, e il contatto noto come "Saifullo" avrebbe promesso ai sospettati circa 13.000 dollari ciascuno per fuggire a Kiev.
Uno dei sospettati ha rivelato che i referenti, basati in Turchia e Afghanistan, avrebbero voluto far apparire l'operazione come condotta esclusivamente per conto dell'ISIS-K, che ha rivendicato l'attacco. L'Ucraina ha negato ogni coinvolgimento, pur avendo ammesso in precedenza di aver compiuto omicidi mirati e sabotaggi in Russia, come il deragliamento di un treno a maggio 2024, che ha ucciso cinque persone e ferito oltre 100. Il capo della sicurezza russa ha accusato Kiev di reclutare terroristi per attacchi sul suolo russo, alimentando ulteriori tensioni geopolitiche.
Terrorismo e accuse geopolitiche: il caso dell'attacco al Crocus City Hall
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