"Il Ministero dell’interno, che dovrebbe tutelare i testimoni di giustizia, non solo non li protegge, ma bensì, dopo dieci anni, li perseguita dando allo scrivente la mazzata finale”. Lo scrive in una nota il Testimone di giustizia Luigi Coppola. “Mi sono ritrovato una richiesta economica da parte dell’Avvocatura dello Stato con trenta giorni di tempo per saldare circa diecimila euro, ovvero le spese sostenute dal Viminale per i contenziosi che miravano a togliermi ogni misura di sicurezza. E il Viminale chiede anche i soldi a mia moglie e le mie due figlie”.
“Sono indignato - prosegue - Sin da ora chiedo l'intervento sia del governo che del viceministro dell' Interno Vito Crimi. Sono pronto a parlare di questo anche in televisione. Il popolo deve sapere ciò che deve sopportare chi ha denunciato la criminalità organizzata e che, dopo, viene continuamente messo in serie difficoltà dallo Stato”. Infine conclude: "Ormai non ho più paura della criminalità organizzata, alla quale ho dato un duro colpo, ma bensì temo per ciò che lo Stato possa continuare a mettere in atto contro di me e la mia famiglia".
Testimone di giustizia Coppola: ''Come puo' lo Stato chiedere soldi a chi denuncia?''
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