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I giornalisti del canale accusano “incidenti” e forzature, a far traboccare il vaso il caso Delmastro (dato per assolto)

Dopo aver indetto, una settimana fa, lo stato di agitazione e affidato a Cdr un pacchetto di due giorni di sciopero, la redazione di RaiNews24 ha votato la sfiducia al direttore Paolo Petrecca. Altissima la partecipazione, che ha superato il 75%. L’83% dei dipendenti ha detto, in sostanza, che il direttore non è più gradito e sarebbe bene se ne andasse. Compresi, riporta Repubblica, molti iscritti al sindacato di destra Unirai, che lì ha la sua enclave. A far traboccare il vaso è stato il titolo errato sulla sentenza contro il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (dato per assolto dal portale di all news). Ma non è il primo episodio. Troppi i conflitti, sempre più numerosi gli “incidenti” ed evidenti le forzature da parte del direttore che - denunciano i giornalisti di Rainews24 - ha piegato l’informazione pubblica alla propaganda del governo Meloni e della maggioranza che lo sostiene. Un messaggio forte e chiaro recapitato anche ai vertici di Viale Mazzini a meno di 48 ore dal Cda che dovrebbe varare le nomine. Condizionale d’obbligo, visto che l’appuntamento è stato già rinviato più volte per mancanza di un accordo fra i partiti del centrodestra. All’interno del quale è in corso da settimane un tenace testa a testa sulle poltrone - dei Tg e dei Generi - che potrebbe infine costringere l’ad Giampaolo Rossi a rimandare di nuovo l’atteso riassetto aziendale. “Il caso Delmastro è solo l’ultimo di una serie che ha affossato la credibilità del canale e decimato gli ascolti con perdite di punti percentuali a doppia cifra negli ultimi due anni: decine gli errori e gli strafalcioni andati in onda umiliando il lavoro di un’intera testata che ci aveva messo 20 anni a costruirsi credibilità e autorevolezza apprezzati trasversalmente”, è scritto nel comunicato dell’assemblea ha indotto alla consultazione. E’ lungo e dettagliato l’elenco delle forzature contestate a Petrecca: dalle firme ritirate “per lo stravolgimento” dei pezzi non graditi al direttore alle parolacce nelle “Pillole di poesia” che “ci hanno reso zimbello del web per settimane” fino ai “titoli fatti in autonomia dal direttore - esautorando di fatto i vice da lui nominati - con gli accostamenti deontologicamente impropri tra “Criminalità e Migranti” o lo sciopero dei magistrati con alta adesione che si è cercato con giri di parole di camuffare”. Senza dimenticare “il racconto quotidiano della politica appiattito sulla maggioranza di governo, con video della premier sempre integrali anche quando privi di notizia, rilevanza istituzionale e politica”. Una gestione, accusa ancora la redazione di Rainews che “ha deteriorato progressivamente, in modo drammatico, le condizioni di lavoro e l’efficacia produttiva di quelli che erano i fiori all’occhiello del canale: il lavoro degli inviati sui teatri di guerra, la tempestività e capillarità della cronaca”.

Foto © Imagoeconomica

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