"Era il 2 luglio 1994, 30 anni fa, quando Paolo Adinolfi, magistrato integerrimo e legatissimo alla sua famiglia, sparì nel nulla a Roma. Adinolfi aveva 52 anni, una moglie e due figli e con il suo lavoro alla sezione fallimentare del tribunale di Roma aveva messo le mani su procedimenti che coinvolgevano professionisti, imprenditori e faccendieri molto in vista, alcuni dei quali ritenuti vicini alla Banda della Magliana e a esponenti di Mafia Capitale, oltre che servizi segreti deviati. Le indagini sulla sua scomparsa furono svolte in maniera approssimativa, molti testimoni non furono ascoltati e sulla vicenda calò presto il silenzio come se a molti convenisse farla dimenticare presto. Oggi non sappiamo se e chi ne ordinò la scomparsa, chi ha voluto toglierlo di mezzo e tappargli la bocca ma ciò che appare evidente è la violenza criminale di cui il giudice Adinolfi è stato vittima e che ricalca chiari metodi mafiosi. A distanza di 30 anni, Paolo Adinolfi è un magistrato cancellato dalla memoria a cui lo Stato non ha voluto rendere giustizia. La sua famiglia attende da allora la verità e noi con loro. Anche dopo tutti questi anni non è mai tardi: chi sa, parli. Sia fatta giustizia". Così la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, membro della Commissione Antimafia.
Ascari: ''Trent'anni dalla scomparsa del giudice Adinolfi, non è mai tardi per la verità''
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