Il sistema delle carceri americane è in crisi. Lo rivela il New York Times con un lungo reportage nel quale si evidenzia che tra le cause che stanno contribuendo al deterioramento delle condizioni nelle strutture detentive ci sono sovraffollamento e suicidi oltre che mancanza di personale e i ritardi nei processi. Secondo gli ultimi dati a livello nazionale, dal 2000 al 2019 i decessi in cella sono aumentati dell'11%. Nel 2019 il suicidio era la causa principale oltre all’overdose di droga e abuso di alcol. Emblematico è il caso di Houston, Texas, nelle cui prigioni dall'inizio dell'anno sono morte 21 persone e dove il numero dei detenuti ha raggiunto i massimi livelli. Ma questa città non è tuttavia la sola città. Il numero dei decessi è aumentato anche a New York, Oklahoma City, Seattle, Pittsburgh. Secondo il Nyt, inoltre, nelle prigioni Usa vengono spesso violati gli standard minimi di sicurezza e non vengono garantite cure per i detenuti con problemi mentali, tre terzi dei quali sono in attesa di processo o sono presunti innocenti. A Los Angeles ad esempio l'American Civil Liberties Union ha fornito prove che le persone con malattie mentali venivano incatenate ai mobili per giorni o lasciate a dormire sul pavimento senza accesso ai servizi sanitari. A Louisville, in Kentucky, una donna si è uccisa dopo essere stata lasciata per 18 ore in una saletta di solito usata per i colloqui con gli avvocati senza materasso, bagno o acqua corrente.

Fonte: ANSA

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