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E’ una sentenza che farà sicuramente discutere e indignare quella emessa dalla Corte europea dei Diritti dell'uomo (Cedu) di Strasburgo la quale ha respinto oggi il caso di 24 querelanti che avevano citato in giudizio, senza successo, il Vaticano nei tribunali belgi per atti di pedofilia commessi da preti cattolici. Una sentenza squisitamente tecnica con cui alla Santa Sede viene riconosciuta l’immunità in base ai "principi del diritto internazionale”.
I ricorrenti, di nazionalità belga, francese e olandese, avevano chiesto un risarcimento per il danno causato dal modo strutturalmente carente con cui la Chiesa aveva affrontato il problema degli abusi sessuali al suo interno ma erano stati respinti dai tribunali ordinari, che hanno invocato sempre l’immunità giurisdizionale del Vaticano.
"Alla luce della giurisprudenza e del diritto internazionale" questa decisione “è tutt'altro che sorprendente", ha scritto in un tweet Nicolas Hervieu, specialista di diritto europeo. "Ma questa è la prima volta che la Corte europea ha dovuto valutare la questione dell'immunità della Santa Sede" in particolare su "fatti di abuso sessuale di bambini".
La Corte Europea ha concluso che non c’è stata violazione delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo sul "diritto di accesso a un tribunale", invocata dai ricorrenti i quali avevano presentato una class action di risarcimento in Belgio nel 2011 contro il Vaticano, i dirigenti della Chiesa cattolica belga e le associazioni cattoliche, dopo lo scandalo causato dalle rivelazioni del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, dimesso poi nel 2010, che ha confessato nello stesso anno atti di pedofilia.
Il Vaticano "ha caratteristiche paragonabili a quelle di uno Stato", continuano i giudici europei, secondo i quali i tribunali belgi erano autorizzati a "dedurre da queste caratteristiche che la Santa Sede era un sovrano straniero, con gli stessi diritti e obblighi di uno Stato". I venti ricorrenti hanno comunque potuto ricevere un risarcimento dal "centro di arbitrato in materia di abusi sessuali della Chiesa cattolica" belga, ha continuato la Cedu. Questa decisione arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dei lavori della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase) in Francia, che ha stimato che 216.000 persone sono state vittime di un prete o di un religioso dagli anni 50, o addirittura 330.000 se si aggiungono gli aggressori laici legati alle istituzioni della Chiesa.

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