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La National Crime Agency lo ha definito un pedofilo sadico e ricattatore. Abdul Elahi, 26 anni, è stato arrestato il 19 dicembre 2018 e ha ammesso davanti alla corte di aver compiuto 158 reati sessuali online a danno di moltissimi bambini (alcuni dei quali di otto mesi). Abdule è arrivato a possedere 65.000 immagini di bambini violentati. Le giovani vittime venivano ricattate e costrette ad abusare di se stesse in modi disgustosi tra cui l'automutilazione e a filmarsi. Il filmato veniva poi venduto attraverso delle applicazioni crittografate (arrivando a guadagnare più di 25.000 sterline) per evitare il rilevamento da parte delle forze dell'ordine.
Il modus operandi del pedofilo era quello di promettere inizialmente ingenti somme di denaro alle vittime in cambio di foto di nudo o seminudo per poi ricattarle.
Il numero dei bambini contattati è da capogiro, 2000 in tutto il mondo tra cui 600 nel Regno Unito.
Elahi aveva anche cercato di contattare 1.367 donne negli Stati Uniti e alcune di loro sono state ricattate per costringerle ad inviargli i loro filmati dove abusavano di bambini piccoli o costringevano le ragazze ad abusare dei fratelli.
Il condannato ha ammesso tutte le accuse commesse tra il 1 gennaio 2017 e il 7 agosto 2020, tra cui, divulgazione di film e fotografie pedopornografiche, induzione allo stupro di bambini e all'aggressione sessuale.
Tony Cook, capo delle operazioni CSA della NCA, ha dichiarato: “La squadra investigativa è rimasta inorridita dalla sadica depravazione di Elahi ed è sbalordita dalla scala industriale del suo crimine in tutto il mondo. Elahi ha cercato gratificazione sessuale dall'avere potere e controllo sulle sue vittime e non ha mostrato nessuna empatia per loro. Spesso li pungolava al punto da portarli al suicidio e gli effetti sulle vittime in questo caso continueranno per il resto della loro vita. Lodo le vittime per il loro coraggio e esorto chiunque subisca abusi online a denunciarlo. C'è aiuto disponibile. Purtroppo ci sono molti delinquenti come Elahi che mascherano la loro vera identità con personaggi convincenti per sfruttare sia i bambini che gli adulti. Esorto i genitori a parlare con i propri figli delle persone con cui comunicano online e di ciò che condividono. Le persone devono capire che questi reati possono capitare a chiunque. La nostra indagine ha scatenato una serie di altre indagini sui soci di Elahi e sono tutt'ora in corso i lavori per assicurare gli altri alla giustizia. Ringraziamo i nostri partner internazionali, in particolare l'FBI, per il supporto datoci in questo caso".

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