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Le parole del Comitato sulla morte del lucano avvenuta nel recinto dell'ambasciata italiana a Montevideo

"E' inaccettabile il silenzio da parte delle istituzioni italiane": lo ha detto il comitato lucano "Verità per Luca Ventre", l'uomo - originario di Senise (Potenza) - morto a Capodanno dopo essere entrato, scavalcando un cancello, nel recinto dell'ambasciata italiana a Montevideo, in Uruguay. Il comitato ha sottolineato che la salma di Ventre, trasferita in Italia circa un mese fa, è stata sottoposta alla seconda autopsia dopo quella eseguita in Uruguay ma "non è stata ancora restituita alla famiglia". Dopo essere entrato nel recinto dell'ambasciata perché si sentiva minacciato, Ventre fu bloccato da un agente del Paese sudamericano che lo tenne "bloccato a terra per oltre 20 minuti". Inoltre, il comitato ha ricordato che "nessun canale ufficiale ha avvertito la famiglia di Ventre che ha appreso solo dopo diverse ore e tramite comunicazione anonima che l'uomo era stato trasferito in ospedale”.

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