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Circa 25.000 civili in fuga dalla regione autonoma del Tigrè, in Etiopia, dov'è in corso un conflitto con il governo federale etiopico, sono riparati nel vicino Sudan. Lo scrive l'agenzia sudanese Suna, che aggiunge che le agenzie dell'Onu preposte, fra cui l'Unhcr, si stanno dando da fare per fornire supporto ai profughi. "Il numero di rifugiati etiopi che si è riversato negli stati (sudanesi) di Gadaref e Kassala da sabato sono 24.944", sostiene la Suna.
Per fronteggiare l'esodo, il Sudan ha annunciato la riapertura del campo profughi di Um Raquba, usato negli anni '80 per accogliere gli etiopi scappati dalla gravissima carestia che fece oltre un milione di vittime. "Per alloggiare l'ondata di rifugiati in arrivo dall'Etiopia, abbiamo riaperto il campo di Um Raquba, costruito negli anni '80 e chiuso nel 2000", ha annunciato il governatore dello Stato sudanese di Gadaref, Ali Mohammad.
Nel frattempo si è appreso che dei razzi sono stati lanciati dalla regione settentrionale etiope fino ad Asmara, capitale dell'Eritrea, indirizzati verso l'aeroporto.
A confermarlo è stato il presidente regionale del Tigrè Debretsion Gebremichael, in un'intervista domenica all'Associated Press. Non ha detto quanti missili sono stati lanciati, ma ha affermato che è l'unica città in Eritrea ad essere presa di mira. "Finché le truppe saranno qui a combattere, prenderemo qualsiasi obiettivo militare legittimo e faremo fuoco", ha detto, negando i rapporti secondo cui le forze regionali del Tigrè sono entrate in Eritrea.
La guerra civile in corso in Etiopia potrebbe diventare un conflitto devastante per il secondo paese più popoloso dell'Africa e lo strategico Corno d'Africa e potrebbe rompere un'alleanza chiave per la sicurezza degli Stati Uniti e creare decine di migliaia di rifugiati.
Il governo regionale del Tigrè, che un tempo dominava la coalizione di governo dell'Etiopia, si è separato da esso lo scorso anno e il governo federale ora afferma che i membri della "cricca" al potere della regione ora devono essere arrestati e il loro arsenale ben fornito deve essere distrutto. Il risultato è che ogni coalizione considera l'altra illegale. Nazioni Unite e Unione africana hanno espresso negli ultimi giorni il timore che il conflitto possa allargarsi in altre zone dell'Etiopia e destabilizzare l'intera regione del Corno d'Africa. Un timore non peregrino tenuto conto che di fronte all'escalation il governo dell'Etiopia, secondo diverse fonti, ha anche richiamato migliaia di truppe finora impegnate ad aiutare la Somalia a fronteggiare la minaccia jihadista.

In foto: la capitale dell'Etiopia, Addis Abeba © Imagoeconomica

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