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Il più noto, Celestino Cordova, annuncia sciopero della sete
Lo sciopero della fame di nove esponenti del movimento mapuche del Cile reclusi nelle carceri di Temuco, Angol e Lebu, ha superato oggi i 77 giorni, mentre il più conosciuto dei detenuti, Celestino Cordova, ha annunciato che a partire da domani avviera' anche uno sciopero della sete. Lo riferisce Radio BioBio di Santiago del Cile. I mapuche, che rivendicano diritti sulle terre dei loro avi e si considerano prigionieri politici, hanno cominciato il 4 maggio la protesta che assicurano voler portare avanti fino alle "estreme conseguenze". Cordova, riconosciuto leader spirituale ('machi') in prigione da circa sette anni, è stato trasferito la settimana scorsa in un ospedale. Fra le esigenze da lui avanzate, e non accolte dalle autorità, vi è stata quella di poter trascorrere il periodo di isolamento per la pandemia da coronavirus nello spazio spirituale ('rewe') della sua casa, legato alla cosmogonia mapuche. Attualmente Cordova sconta una condanna a 18 anni di carcere per la morte di una coppia nell'incendio di una casa provocato durante una protesta. Lui e gli altri detenuti hanno ripetutamente chiesto, senza successo, la possibilità di scontare le pene detentive nelle loro comunità, come previsto dalla Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), ratificata dal Cile nel 2008.

ANSA

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