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Gli avvocati: “Ora sta meglio”
di AMDuemila
Chelsea Manning, l’ex analista dell'intelligence dell'esercito Usa e whistleblower nonché talpa di Wikileaks, torna in libertà. Lo ha stabilito il giudice federale Anthony Trenga. La decisione di Trenga a favore di Chelsea, che sarà condannata a pagare 256 mila dollari di multa, arriva dopo 10 mesi di carcere. Ma la ragione per cui il giudice ha ritenuto di scarcerare l’ex militare è dovuta principalmente al suo tentativo di suicidio (il terzo a distanza di 2 anni) avvenuto mercoledì mentre si trovava nel carcere di Alexandria, in Virginia. Ora si trova ricoverata in ospedale e i suoi avvocati hanno fatto sapere che sta meglio. Chelsea Manning era detenuta da maggio scorso per essersi rifiutata di testimoniare nell'ambito dell'inchiesta della Giustizia Usa su Wikileaks, rifiutandosi, inoltre, di comparire in aula in quanto sostiene di aver già offerto la sua testimonianza durante il processo del 2013. “Sono disposta a morire di fame in carcere piuttosto che aprire bocca di fronte a una giuria che userebbe ogni parola contro di me” ha detto al suo team legale. La sua prossima udienza resta comunque fissata per venerdì. Manning fu dichiarata colpevole nel 2013 per una serie di accuse, tra cui spionaggio, per aver trafugato una mole di documenti militari di massima segretezza mentre svolgeva il suo incarico di analista di intelligence a Baghdad. Documenti che poi consegnò a Wikileaks, che diffuse i file, compreso il video in cui elicotteri dell'esercito statunitense uccidevano 12 civili disarmati. La sua condanna a 35 anni di carcere fu commutata nel 2017, dopo sette anni di detenzione, dall'allora presidente Barack Obama.

Foto © AP Photo/Steven Senne

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