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di AMDuemila
La squadra mobile di Torino e il servizio centrale operativo con la collaborazione del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, nell'ambito del progetto "Wanted" hanno individuato e arrestato Antonio Rao e Joseph Michel Bernard Dalmasso. I due erano stati coimputati in una operazione antidroga condotta nel 2012 dalla squadra mobile di Torino denominata "rewind" che aveva consentito di disarticolare un sodalizio criminoso dedito all'importazione di ingenti quantitativi di cocaina.
In quell'indagine, secondo quanto emerso dalle indagini, Rao sarebbe stato il tramite tra i trafficanti brasiliani e quelli italiani. Tra i soggetti arrestati nell'ambito di quella operazione figuravano anche personaggi di spicco appartenenti alla 'ndrangheta radicata in Piemonte.
Le indagini per la cattura dei due latitanti, coordinate dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, hanno consentito anche di individuare la rete di fiancheggiatori che, dalla provincia di Torino, hanno favorito Rao nel mettere in atto la fuga pochi giorni prima che venisse emesso il provvedimento di carcerazione dalla Corte di Cassazione.
In particolare sono stati indagati per favoreggiamento 3 persone: due donne ed un uomo, tutti abitanti tra i comuni di Rivalta e Piossasco della cintura torinese che, oltre ai congiunti, hanno con le loro azioni non solo eluso le investigazioni tese al suo rintraccio ma lo hanno di fatto accompagnato in Spagna da dove poi si è diretto in Bolivia. Durante la sua permanenza in quello Stato gli hanno, inoltre, procurato ed inviato il denaro necessario al suo sostentamento.
Rao, nato ad Anoia (Reggio Calabria) ma residente a Rivalta è destinatario dell'ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 20 giugno scorso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Torino, dovendo scontare la pena di 10 anni di reclusione, per reati concernenti la violazione della legge sugli stupefacenti e violenza sessuale su minore di anni 18.
Dalmasso nato a Saint Laurent Du Var (Francia) era destinatario dell'ordine di carcerazione emesso il 26 novembre del 2015 dalla procura generale della repubblica di Torino, dovendo scontare la pena di 5 anni e 7 mesi di reclusione per reati concernenti la violazione della legge sugli stupefacenti.

Fonte: AGI

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