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L'ultimo saluto alla giornalista uccisa da una autobomba il 16 ottobre
di Ilario Piagnerelli
Al rito funebre tutti sono i benvenuti, ha fatto sapere la famiglia, tranne le istituzioni dell’isola. Unico invitato, il presidente del Parlamento Eeropeo Tajani. Sbarrate le strade che conducono alla chiesa, la polizia ha l’ordine di tenere alla larga gli obiettivi della stampa. Intanto, 8 direttori di giornale chiedono alla Commissione Ue di non permettere che gli assassini di Daphne raggiungano il loro intento

caruana galizia daphne funerali c gettyimages

Sono tutte sbarrate le strade che conducono alla chiesa parrocchiale di Musta, non lontano dal paesino di Bidnija, dove la giornalista Daphne Caruana Galizia è stata fatta saltare in aria il 16 ottobre. La polizia ha l’ordine di tenere alla larga gli obiettivi della stampa. Ma al rito funebre, ufficiato dall’arcivescovo dell’isola Charles Jude Scicluna tutti sono i benvenuti, ha fatto sapere la famiglia. Tutti tranne le istituzioni dell’isola: non graditi sono il primo ministro Joseph Muscat, finito al centro delle inchieste di Daphne assieme alla moglie e diversi esponenti del governo; non gradita è la presidente della Repubblica maltese Marie Louise Coleiro Preca. Tuttavia le bandiere biancorosse sono a mezz’asta sui palazzi del potere e il tribunale della Valletta, luogo di frequentazione abituale per Daphne, con le sue 42 querele per diffamazione, resta chiuso per mezza giornata. Issate a metà pure le bandiere dell’Unione europea a Bruxelles.

Tajani unico invitato dalla famiglia
E l’unico rappresentante istituzionale presente ai funerali, personalmente invitato dai tre figli e dal marito della giornalista assassinata, è il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, che li aveva voluti ospiti della sessione plenaria dell’assemblea comunitaria di Strasburgo lo scorso 24 ottobre.
L’invito della famiglia non è solo un gesto di cortesia ricambiata, ma un messaggio preciso: nessuna fiducia nelle autorità maltesi e chiamata in causa dell’Unione europea in quello che resta un fatto inaudito: l’unico caso di giornalista ucciso entro i suoi confini nel 2017.

Timmermans: “Occhi Ue puntati su Malta”
“Lo sguardo dell’Europa è fisso sulle autorità di Malta – ha detto il vice presidente della Commissione Ue Frans Timmermans -. Vogliamo che tutti i responsabili diretti o indiretti di questo terribile delitto vengano portati di fronte alla giustizia. Vogliamo che le indagini facciano tutto il loro corso, in modo che ogni altro abuso legato a quello che è avvenuto possa emergere”. Come a dire che l’Ue non accetterà verità di comodo e non si accontenterà della cattura degli esecutori materiali. Perché nel groviglio di interessi criminali, riciclaggio e traffici occulti (gasolio, migranti, droga, sigarette) che Malta è diventata negli ultimi anni, le probabilità che vi siano mandanti occulti o connivenze di colletti bianchi è alta. Nell’isola ci sono professionisti della legge e della finanza che non esitano a offrire i propri servizi ai mafiosi, ha detto apertamente la presidente della commissione anti-mafia Rosy Bindi nella sua recente visita a Malta. Interessi milionari che la blogger assassinata non esitava a denunciare sul blog.

L'appello di 8 direttori di giornale: non si permetta che gli assassini di Daphne raggiungano il loro scopo
La dichiarazione di Timmermans arriva in risposta a una lettera aperta alla Commissione firmata dai direttori di otto testate internazionali alcune facenti parte del Consorzio per il giornalismo investigativo per l’analisi dei Panama Papers, la banca dati del malaffare alla quale attingeva anche Galizia.”Non si può permettere – scrivono i direttori di Guardian, Le Monde, BBC News, New York Times, Suddeutsche Zeitung, Financial Times, Repubblica, El Pais – che gli assassini di Daphne raggiungano il loro palese intento di mettere a tacere la sua inchiesta sulla corruzione ai livelli più alti della società maltese”.

rainews.it

Foto © Getty Images

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