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police-messico14 agosto 2015
Un altro giornalista è stato ucciso nello Stato messicano di Veracruz, considerato uno dei più pericolosi di tutto il Paese per i reporter. Cinque uomini armati hanno fatto irruzione in un bar di Orizaba, una cittadina dello Stato di Veracruz (Sud-Est del Messico) e hanno ucciso sei persone, fra le quali il giornalista e il presunto boss locale dei Los Zetas, una delle più spietate bande di narcos.
Secondo fonti della procura di Veracruz, il giornalista ucciso era Heriberto Santos, che lavorava per la testata digitale Orizaba en Red e collaborava con il canale tv nazionale Televisa, mentre il presunto boss dei Los Zetas era José Marquez, detto El Chichi. I responsabili dell’inchiesta sulla strage hanno potuto ricostruire la dinamica in base alla testimonianza di altri due giornalisti - Enrique Rivas e Guillermo Ramos, del giornale «El Buen Tono» - che si trovavano sul posto ma non sono stati aggrediti. Questi due testimoni sono stati posti sotto protezione giudiziaria.
La strage di Orizaba pone nuovamente nel mirino lo Stato di Vercruz, due settimane dopo la morte del fotoreporter Ruben Espinosa, ucciso insieme ad altre quattro persone in un appartamento di Città del Messico, dove si era rifugiato dopo essere stato minacciato a causa delle sue inchieste sulla collusione fra politica e narcos nello Stato. Insieme a Espinosa era stata uccisa Nadia Vera, 32 anni, attivista per i diritti umani che aveva più volte denunciato la situazione e la negligenza complice del governo di Veracruz. Secondo il rapporto annuale di Reportes sans Frontieres nel 2014 il Messico è stato il sesto Paese del mondo con più giornalisti uccisi e il primo del continente americano, secondo Reporter sans frontières. L’organizzazione Article 19 calcola che quasi ogni giorno un reporter viene aggredito, minacciato, sequestrato o ucciso.

Tratto da: La Stampa del 14 agosto 2015

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