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varoufakis-gianis-cellVaroufakis: “Ecco com’era il piano B, fatto con James Galbraith, per la moneta parallela”
di Luigi Grassa - 28 luglio 2015
Oggi la Borsa di Atene dovrebbe riaprire, e sarebbe un bel segno di ritorno a una parziale normalità; non c’è niente di scontato, solo stamattina verificheremo se le negoziazioni dei titoli ripartono davvero. Intanto i rappresentanti dell’ex Troika arrivano in Grecia per trattare sul terzo pacchetto di aiuti.
Ma a tenere banco sono le rivelazioni sul piano segreto con cui l’ex ministro Yanis Varoufakis, in caso di emergenza, avrebbe gestito l’uscita dall’euro, con la creazione di un meccanismo parallelo di pagamento ideato dall’economista americano James Galbraith (commentatore del New York Times, e figlio di John Kenneth) e da una squadra di 5 super-esperti.
Lo ha raccontato lo stesso Varoufakis a un gruppo di top manager di Londra. La registrazione audio di una conference call di 20 minuti è stata pubblicata sul sito dell’Official Monetary and Financial Institutions Forum.
«Il primo ministro Tsipras - spiega Varoufakis - prima che vincessimo le elezioni mi aveva incaricato di formulare un piano B: io ho messo in piedi un piccolo team che avrebbe dovuto lavorare sottotraccia». Ecco alcuni dettagli. «Prendiamo il caso dei primi momenti in cui le banche sono chiuse, i bancomat non funzionano e ci deve essere un sistema di pagamento parallelo per permettere all’economia di stare in piedi per un po’». In vista di questi frangenti, il team di Galbraith aveva ideato un sistema di pagamento-ombra basato sul sito dell’Agenzia delle Entrate greca. Attraverso un «pin», fornito a chiunque avesse dovuto compiere una transazione in denaro (fossero lo Stato o soggetti privati), le somme in questione sarebbero state trasferite in formato digitale. «Questo sistema era ben sviluppato e avrebbe fatto una gran differenza», sostiene Varoufakis.
Ma quando? Nel momento in cui la Bce avesse chiuso i rubinetti. «Avremmo potuto estendere il sistema agli smartphone con un’app. Così avremmo potuto creare un meccanismo finanziario parallelo, nominalmente in euro, che al momento opportuno sarebbe stato convertito nella nuova dracma». Varoufakis dice che la difficoltà di tradurre in realtà il piano stava «nel passare dalle cinque persone che lo stavano immaginando alle 1000 che avrebbero dovuto realizzarlo». Per entrare nella fase operativa sarebbe servita una seconda autorizzazione del prmier Tsipras, che non è mai arrivata.
Galbraith, in un post apparso sul blog di Varoufakis, ha confermato di aver preso parte al gruppo di lavoro segreto dell’ex ministro greco.
Intanto, le delegazioni della triade Ue-Bce-Fmi arrivano ad Atene per l’ennesima trattativa sul terzo pacchetto di aiuti alla Grecia. In teoria la cornice dovrebbe essere fissata, da quando il Parlamento greco (e persino il duro Varoufakis) ha accettato i nuovi sacrifici imposti dai creditori internazionali, ma il diavolo sta nei dettagli, e in realtà sono da definire anche cose di sostanza, visto che il governo Tsipras continua a fare resistenza (per esempio) sull’innalzamento dell’età della pensione, che invece la Troika vuole assolutamente. Ieri da Bruxelles la Commissione Ue faceva sapere che «sarebbe di aiuto se il Parlamento greco approvasse in fretta un nuovo round di riforme». La solita musica.
contanti disponibili nel credito residuo delle mediazioni. Fonti di mercato hanno indicato che le restrizioni potrebbero essere abolite dopo circa una settimana

Tratto da: La Stampa del 28 luglio 2015

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