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15 novembre 2012
Gerusalemme. Resta alta la tensione in Medio Oriente, all'indomani dell'uccisione del capo militare di Hamas Ahmed al-Jabari nel primo giorno dell'Operazione "Pilastro della Difesa", la campagna lanciata dalle forze israeliane contro la Striscia di Gaza.
Con aerei F-16 ed elicotteri Apache, Israele ha lanciato numerosi raid su Gaza. Centinaia gli obiettivi centrati nella notte mentre in mattinata un altro raid ha colpito Jabaliya, località a nord di Gaza. Il bilancio delle vittime, secondo l'agenzia palestinese 'Safa', sarebbe di almeno 13 vittime e oltre 100 feriti.
E' andato avanti senza sosta anche il lancio di razzi da Gaza verso il sud di Israele: tre gli israeliani rimasti uccisi. Le tre persone uccise si trovavano in una palazzina residenziale di quattro piani a Kiryat Malachi. Nell'attacco, riferiscono i media israeliani, sono rimaste ferite altre due persone, tra le quali un bambino. Feriti anche tre soldati israeliani a causa dell'esplosione di un razzo nei pressi del confine con la Striscia di Gaza.
In serata un razzo lanciato da Gaza è precipitato in un campo a 12 chilometri da Tel Aviv, nei pressi di Rishon L'Tzion, sena provocare vittime o danni.
Israele "continuera' a intraprendere tutte le azioni necessarie per difendere i propri cittadini" ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, assicurando inoltre che lo Stato ebraico sta facendo "tutto quanto e' in suo potere" per evitare vittime civili durante le operazioni militari nella Striscia di Gaza. In una conferenza stampa, Netanyahu ha affermato che tutte le opzioni, incluso l'intervento di terra, ''sono sul tavolo''. Il premier israeliano ha detto inoltre di auspicare che ''Hamas abbia raccolto il messaggio''.
Il presidente israeliano Shimon Peres ha ribadito il suo sostegno alle operazioni militari in corso a Gaza affermando che l'Operazione Pilastro della Difesa è "la cosa giusta da fare e viene fatta correttamente". Anche Peres ha affermato che le forze israeliane stanno facendo tutto quanto è in loro potere per evitare vittime tra i civili di Gaza.
Davanti all'escalation, le autorità egiziane hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per discutere della "aggressione" israeliana contro la Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Cairo con un comunicato, spiegando che il rappresentante egiziano all'Onu ha inoltrato una richiesta formale al segretario generale Ban Ki-moon e al presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, che attualmente è il delegato indiano. Il Consiglio si e' gia' riunito ieri sera, senza tuttavia prendere iniziative.
Le autorita' egiziane inoltre hanno aperto in modo permanente il valico di Rafah con la Striscia di Gaza per far entrare i feriti palestinesi in modo da poterli trasferire all'ospedale generale di Al-Arish.
Nel frattempo migliaia di persone hanno partecipato al funerale a Gaza di Ahmed al-Jabari, comandante delle brigate al-Qassam. Secondo l'agenzia d'informazione 'Dpa', il feretro al-Jabari è stato portato alla moschea al-Omari per la funzione religiosa prima della sepoltura. I vertici di Hamas non hanno preso parte al funerale per motivi di sicurezza.
Secondo il pacifista israeliano Gershon Baskin, Jabari è stato ucciso mentre era in corso una trattativa per stabilire una tregua permanente con Israele. Baskin in passato ha svolto il ruolo di mediatore tra Israele e Hamas per il rilascio di Gilad Shalit e da allora ha mantenuto i contatti con il movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza e con l'intelligence egiziana. Intervistato dal quotidiano Haaretz, Baskin afferma che i vertici israeliani erano a conoscenza della trattativa, ma hanno comunque approvato l'operazione che ha portato all'uccisione di Jabari. "Credo che sia stato commesso un errore strategico, che costera' la vita di molte persone innocenti da entrambi i lati".
Le reazioni. Il ministro degli Esteri britannico William Hague condanna il lancio di razzi contro Israele da parte dei miliziani palestinesi, sui quali, a suo giudizio, ricade la principale responsabilita' dell'attuale escalation di violenza nella Striscia di Gaza. Per Hague infatti, "Hamas ha la maggiore responsabilita' per l'attuale crisi".
Di giudizio opposto il presidente egiziano Mohammed Mursi , secondo cui "l'aggressione a Gaza è inaccettabile e porta instabilità".
Per il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal, "la presenza israeliana sulla terra palestinese ha i giorni contati". Il ministro turco degli Esteri, Ahmet Davutoglu, annuncia che Ankara intraprendera' le mosse necessarie presso le istituzioni internazionali contro la "posizione aggressiva" di Israele e i suoi raid a Gaza. Per Hezbollah infine, nella Striscia di Gaza è in corso "un assalto criminale da parte israeliana".

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