Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

2 febbraio 2012
Tel Aviv. L'Iran dispone oggi di uranio arricchito sufficiente a realizzare sula carta fino a quattro bombe atomiche. Lo sostiene il capo dell'intelligence militare israeliana, generale Avi Kochavi. «Noi - ha detto Kochavi alla Conferenza annuale di Herzliya (nord di Tel Aviv) sui temi della sicurezza - abbiamo prove definitive del fatto che gli iraniani stiano lavorando per dotarsi di armamento nucleare». «L'Iran sta vigorosamente perseguendo un potenziale militare nucleare e la comunità dei servizi di intelligence concorda ormai con Israele su questo punto», ha rincarato l'alto ufficiale, aggiungendo che - stando alle stime in suo possesso - Teheran dispone di circa quattro tonnellate di materiale fissile e di «un quintale di uranio arricchito al 20%, sufficiente per quattro bombe». Kochavi ha anche parlato dal crescente pericolo rappresentato per Israele dall'arsenale missilistico dei suoi «nemici», quantificando in «200.000» i missili puntati in totale sul Paese dai diversi fronti e in particolare dalla milizie sciite filo-iraniane libanesi di Hezbollah. Parlando ieri di fronte alla medesima platea, il capo di stato maggiore, Benny Gantz, ha a sua volta ipotizzato che l'Iran possa concretamente produrre un ordigno atomico «entro un anno», aggiungendo che tale rincorsa «deve essere fermata», ma anche che le sanzioni più dure decise da Usa e Ue «cominciano a dare l'impressione di funzionare».

ANSA


Monito Israeel: "Ogni sito può essere colpito"

2 febbraio 2012
Tel Aviv. I siti nucleari iraniani non sono invulnerabili e un ipotetico attacco israeliano od occidentale è in grado di «colpire qualsiasi installazione militare» di Teheran. Lo ha affermato oggi il vicepremier d'Israele ed ex capo di stato maggiore della Difesa Moshè Yaalon, intervenendo a una Conferenza internazionale sui problemi della sicurezza in corso a Herzliya, a nord di Tel Aviv. Yaalon, considerato uno dei 'falchì nel governo di Benyamin Netanyahu, ha detto di ritenere importante che l'Iran non si senta al sicuro e ha aggiunto: «Ogni sito presidiato da uomini è penetrabile e un attacco può colpire qualsiasi installazione militare iraniana, lo dico sulla scorta della mia esperienza passata di capo di stato maggiore delle forze israeliane». Secondo il vicepremier, un arsenale nucleare iraniano rappresenterebbe «un incubo per il mondo liberò. Ma la Repubblica Islamica può ancora essere messa all'angolo a patto che l'Occidente sia determinato. »L'Occidente ha la capacità di attaccare, ma fino a quando non si mostrerà determinato a farlo (in caso di necessità) gli iraniani continueranno con i loro trucchi«, ha detto. »Al momento Teheran non vede questa determinazione: sia su un'opzione militare, sia nell'attuazione delle sanzioni«, ha proseguito Yaalon, osservando che occorre invece fermezza e che »si deve anche convincere Cina, Russia e Turchia« a non aggirare l'embargo.

ANSA



ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy