Lima rimarrà senza un capo di Stato per più di 24 ore, una situazione senza precedenti nella storia recente del Paese
Il Congresso del Perù ha censurato e messo sotto accusa il presidente ad interim Josè Jerì. Si tratta dell'ottavo cambio di presidenza nella nazione andina in quasi un decennio di instabilità politica dalle elezioni del 2016. Jerì, leader di destra, aveva assunto l’incarico ad ottobre, con 75 voti a favore, 24 contrari e tre astensioni prendendo il posto di Dina Boluarte, a sua volta messa sotto accusa in un rapido processo politico, con l’accusa di non aver affrontato un'ondata di estorsioni e omicidi su commissione.
"I presidenti dichiarano vacante la presidenza della repubblica", ha annunciato il presidente ad interim del Congresso, Fernando Rospigliosi, dopo il voto. Per la sua rimozione erano necessari cinquantotto voti. Il Parlamento eleggerà un nuovo capo dell'assemblea legislativa domani alle 18:00 (00:00 italiane), che assumerà automaticamente la presidenza ad interim del Perù fino al 28 luglio, ha affermato Rospigliosi. Il Perù rimarrà senza un capo di Stato per più di 24 ore, una situazione senza precedenti nella storia recente del Paese. Le dimissioni di Jerì giungono mentre la Procura lo indaga per due casi di presunto traffico di influenze. Il suo mandato sarebbe dovuto scadere a luglio e il suo compito era garantire la trasparenza delle elezioni presidenziali e legislative del 12 aprile.
Foto originale © Ministerio de la Producción
