Kathy Ruemmler, responsabile legale e consulente legale di Goldman Sachs, ha annunciato le dimissioni dall’incarico a partire dal 30 giugno 2026. La decisione segue la pubblicazione di documenti sul caso Jeffrey Epstein che evidenziano un rapporto stretto, con e-mail in cui lo descriveva come un “fratello maggiore” e minimizzava i suoi crimini sessuali. Ruemmler ha dichiarato di mettere al primo posto gli interessi di Goldman Sachs e ha informato con rammarico l’amministratore delegato David Solomon. Un portavoce di Goldman Sachs ha affermato che Ruemmler “si pente di aver mai conosciuto” Epstein. La 54enne, ex consigliera della Casa Bianca sotto Barack Obama, procuratrice federale nel processo Enron e considerata per il ruolo di procuratore generale Usa, era una figura chiave a Wall Street e consulente di David Solomon. Il Wall Street Journal aveva rivelato nel 2023 incontri con Epstein dopo la sua dichiarazione di colpevolezza per adescamento di minorenne. Documenti diffusi dal Congresso e dal Dipartimento di Giustizia hanno aggiunto dettagli: Epstein la indicava come esecutrice testamentaria supplente, la contattò la notte dell’arresto, inviò e-mail confidenziali e regali di lusso. Ruemmler è menzionata in oltre 10.000 documenti. Email, messaggi e fotografie mostrano un rapporto oltre il professionale: lo chiamava “tesoro” e “zio Jeffrey”, lo consigliava su risposte a domande sui crimini, vita sentimentale e indagini mediatiche; Epstein le diede consigli di carriera, presentazioni a imprenditori, regali come trattamenti spa, viaggi e articoli Hermès.
“Mi è piaciuto tantissimo il video di tortura”: destituito il magnate di Dubai dopo l’emersione di email esplicite con Epstein
Sultan Ahmed bin Sulayem, 71 anni, è stato rimosso dai ruoli di presidente e amministratore delegato di DP World, la multinazionale logistica controllata dagli Emirati Arabi Uniti (EAU), in seguito allo scandalo emerso per i suoi rapporti con il defunto predatore sessuale Jeffrey Epstein. L’annuncio è arrivato venerdì, come riportato da Middle East Eye. La scoperta dei legami tra bin Sulayem e il finanziere statunitense ha scatenato reazioni immediate da parte dei partner finanziari della società. Il fondo pensionistico canadese La Caisse de Québec, che possiede il 45 % di DP World Canada, ha sospeso ogni nuovo investimento in attesa delle “misure necessarie” da parte dell’azienda. Analogamente, British International Investment (BII), l’agenzia di sviluppo del Regno Unito, ha bloccato i futuri impegni di capitale.
Secondo un comunicato ufficiale, l’imprenditore emiratino – presidente dal 2007 e CEO dal 2016 – ha presentato le dimissioni. Il Consiglio di Amministrazione ha quindi nominato Essa Kazim nuovo presidente e Yuvraj Narayan nuovo amministratore delegato del gruppo. I file desecretati dal Dipartimento di Giustizia statunitense mostrano una fitta corrispondenza tra bin Sulayem e Epstein, durata dal 2007 fino a poche settimane prima della morte del finanziere nell’agosto 2019. Tra i messaggi spicca un’email inviata da bin Sulayem nel giugno 2013: "Mi sono divertito davvero tantissimo sulla tua isola", riferendosi chiaramente a Little Saint James, l’isola privata del criminale nelle Isole Vergini americane. Il nome dell’imprenditore emiratino compare anche nell’acquisto dell’isola limitrofa Great Saint James, intestata a Epstein tramite una società veicolo di comodo il cui effettivo beneficiario era bin Sulayem: il venditore aveva infatti rifiutato di cedere direttamente la proprietà al finanziere a causa del suo casellario giudiziale. Epstein presentò inoltre l’amico emiratino a figure di spicco quali l’ex premier israeliano Ehud Barak, l’ex consigliere di Donald Trump Steve Bannon e l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti Peter Mandelson. Secondo le carte, bin Sulayem avrebbe sfruttato Mandelson per ottenere finanziamenti per il porto London Gateway, oggi gestito da DP World.
La corrispondenza include scambi estremamente personali. In un messaggio bin Sulayem scrisse a Epstein riguardo a un tentativo con una supermodella: "C’è un malinteso: lei voleva fare affari, mentre io volevo solo una conquista femminile!". Epstein gli inviò un link a servizi di escort in Italia – risposta di bin Sulayem: un secco "vaya" – e un altro messaggio in cui dichiarava: "Mi è piaciuto tantissimo il video di tortura". Dai documenti emerge inoltre che bin Sulayem condivideva con Epstein resoconti di incontri sessuali e foto esplicite. Nel giugno 2013 scrisse:"Vado a provare una russa fresca al 100% sul mio yacht". Due anni dopo parlò di una “ragazza” di un’università di Dubai: "Il miglior sesso che abbia mai fatto, corpo incredibile". Anche in contesti familiari il tenore non cambiava: durante un viaggio a Santa Fe con “moglie, tre figli e babysitter”, bin Sulayem mandò a Epstein link a siti pornografici.
Foto © Imagoeconomica
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