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In Brasile, il governo federale ha deciso di sospendere il processo di assunzione di un'impresa per il dragaggio del fiume Tapajós, nello stato amazzonico di Pará, dopo le proteste degli indigeni locali: lo rende noto Agencia Brasil. La decisione è stata comunicata in una nota ufficiale firmata dai ministri Guilherme Boulos (Segreteria generale della Presidenza), Sílvio Costa Filho (Porti e Aeroporti) e Sônia Guajajara (Popoli indigeni), ed è una risposta alle mobilitazioni dei popoli nativi, delle comunità tradizionali e delle organizzazioni sociali che operano nella regione. Per 15 giorni, guidati dagli indios, questi gruppi hanno portato avanti occupazioni e manifestazioni nell'area portuale di Santarém. La richiesta principale era la revoca del Decreto 12.600, emesso lo scorso anno dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che prevede la concessione del corso d'acqua del fiume Tapajós a iniziative private. La modalità di trasporto fluviale è considerata un importante corridoio logistico per la spedizione di prodotti agroalimentari, ma incontra la resistenza delle comunità che vivono lungo le rive del fiume. 

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