L'Assemblea degli iscritti all'Anm esprime "preoccupazione" per "la prospettiva di riforme costituzionali che mirano a modificare l'assetto ordinamentale della magistratura e ad attuare scelte organizzative controproducenti e insostenibili allo stato attuale delle risorse". E impegna la giunta a "chiedere con urgenza un incontro con il Ministro della Giustizia" proprio sul tema delle riforme, rivendicando il ruolo di " interlocutrice" dell'Anm, come "soggetto che da sempre ha come unico, irrinunciabile punto di riferimento l'interesse pubblico all'attuazione della giurisdizione secondo il disegno della Costituzione". Sono alcuni passaggi della mozione finale approvata dall'assemblea all'unanimità e che conferma lo stato di agitazione già in corso, "deplorando" l'iniziativa disciplinare assunta da Nordio nei confronti dei giudici milanesi del caso Uss. Al governo le toghe rinnovano "l'invito a dedicarsi ai gravissimi e improcrastinabili problemi che affliggono la giurisdizione in Italia, resi oggi ancor più pressanti dall'esigenza di conseguire gli obiettivi del Pnrr e che attengono in modo preponderante a carenze di risorse e gestionali di competenza e diretta responsabilità del Ministro della Giustizia" Il documento impegna anche la giunta a promuovere "iniziative permanenti di confronto e riflessione - anche attraverso la formazione di Osservatori - con la partecipazione paritaria dell'Avvocatura, dell'Accademia e di tutti gli altri operatori della giustizia sui temi delle riforme proposte dalla politica, in vista di un incontro nazionale".
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Anm: 'Preoccupati per le riforme, Nordio ci riceva'
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