Come Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia non possiamo che esprimere disappunto e preoccupazione a seguito delle dichiarazioni del candidato sindaco di Cutro Antonio Ceraso, in visita a Reggio Emilia.
Ci ha infatti colpito e indignato l’aperto attacco sferrato in un discorso pubblico dal suddetto candidato contro le interdittive antimafia, che sono di fatto il principale strumento di prevenzione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia e di tutela del tessuto produttivo sano del territorio.
Evidentemente le 97 interdittive emesse da inizio anno dal Prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli inquietano il signor Ceraso, che si erge a paladino di “cittadini onesti cutresi a cui sono negati i certificati antimafia” soprattutto in alcune regioni, tra cui l’Emilia Romagna. Un lodevole intento, certamente, quello di difendere i cittadini onesti, di qualunque provenienza, ma assolutamente fuori posto nel contesto dato. Il candidato sindaco saprà, infatti, che sono le stesse imprese a presentare le istanze d’inserimento nelle white list per concorrere ad appalti di servizi/opere pubbliche e, se presentano idonea documentazione, non hanno nulla da temere. Solo se emergono condizioni ostative la Prefettura rigetta l’istanza comunicandola all’impresa interessata, che può produrre elementi giustificativi e memorie difensive.
“Difficilmente ci è però capitato”, ha asserito il Prefetto Rolli nell’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino” il 16 novembre scorso. “E non è mai stata concessa una sospensiva da parte di Tar o Consiglio di Stato. Abbiamo sempre avuto ragione nel merito di ogni interdittiva", ha concluso il Prefetto.
È allarmante come, mentre da una parte la PM Beatrice Ronchi, nella sua recentissima requisitoria all’interno del processo Grimilde, evidenzia una cultura mafiosa in Emilia che lei stessa definisce “sconfortante”, dall’altra vi sia un candidato sindaco che attacca il lavoro della Prefettura riducendolo ad accanimento contro una comunità.
Pertanto come movimento antimafia esprimiamo grande apprezzamento per l’accurato lavoro di controllo e contrasto alle infiltrazioni mafiose svolto dalle istituzioni; ci preoccupiamo molto, invece, che l’attuale crisi economica che colpisce anche imprese del nostro territorio possa favorire un’ulteriore infiltrazione della ‘ndrangheta nell’imprenditoria legale, un fenomeno già in atto, come evidenziato anche dal maxi processo Aemilia, che non si può sottovalutare e tantomeno banalizzare. Oggi non ci sono più alibi, non è ammessa nessuna ambiguità, si deve scegliere da che parte stare e non solo a parole, ma coi fatti. A maggior ragione se ci si candida a ricoprire un ruolo istituzionale.
Non è dunque un segnale rassicurante l’annuncio di Antonio Ceraso di voler difendere gli “onesti cittadini” finiti sulla black list, attaccando indirettamente chi ce li ha messi.
Auspichiamo che anche il Comune di Reggio Emilia assuma una posizione netta riguardo all’accaduto. Come, per fortuna, già hanno fatto altri amministratori del territorio.
Riteniamo infine necessario che la gravità delle dichiarazioni del candidato Ceraso venga discussa all’interno della Consulta Provinciale della Legalità, motivo per il quale ne abbiamo richiesto la convocazione.

ANTIMAFIADuemila
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