La Procura di Milano ha chiesto ai giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di revocare l'amministrazione giudiziaria che era stata disposta a fine giugno scorso, per infiltrazioni della 'Ndrangheta, per la Spumador spa, nota azienda di bevande gassate con un fatturato annuo superiore ai 200 milioni di euro e il cui nome era comparso già in un'inchiesta della Dda milanese, coordinata dai pm Sara Ombra e Pasquale Addesso, che nel novembre 2021 portò ad arrestare 54 persone. Nel corso dell'udienza di ieri, davanti ai giudici Roia-Tallarida-Pontani, il pm Paolo Storari ha chiesto di anticipare la revoca della misura (il 20 giugno era stata disposta per un anno) dando atto del percorso positivo dell'azienda nel corso dell'amministrazione giudiziaria. A portare alla misura di prevenzione, con affiancamento dell'amministratore giudiziario al management societario, erano state le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Como che avevano fatto emergere "un presunto meccanismo criminoso che puntava ad ottenere il controllo totale delle commesse di trasporto della società", con sede nel Comasco. Controllo, spiegano gli investigatori, "ottenuto mediante reiterate condotte estorsive, aggravate dal ricorso al metodo mafioso, ai danni di dirigenti e dipendenti della committente, di fatto assoggettata al volere degli 'ndranghetisti, che imponevano le loro condizioni economiche". Sarebbero stati Attilio Salerni e il fratello Antonio, due dei fermati nella tranche lombarda della maxi inchiesta contro la 'Ndrangheta, gli esecutori materiali "di violenze e minacce nei confronti dei dirigenti" della Spumador. La decisione dei giudici sulla revoca della misura arriverà nei prossimi giorni.

Foto © Imagoeconomica

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