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Cinque giorni di tempo per sfoltire i circa 60 mila documenti depositati dalla procura nel processo per il crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime). E' quanto deciso dai giudici all'udienza di oggi. I pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno dovranno depositare la mole di file lunedì. Erano state le difese di alcuni imputati a sollevare ieri la questione sottolineando come la procura avesse messo nei files anche documenti che non potevano essere inseriti o carte irrilevanti. Una mole di materiale impossibile da consultare anche per le stesse difese. All'udienza di lunedì i pm illustreranno cosa hanno tolto e cosa hanno lasciato nonostante i pareri negativi delle difese. A quel punto i giudici fisseranno un termine per consentire ai legali di accedere agli atti e consultarli. Soltanto dopo i giudici decideranno quali testimoni ammettere e se accogliere la richiesta di nuova perizia sui reperti mai analizzati. Sono 58 le persone imputate tra ex dirigenti di Autostrade e Spea (la controllata che si occupava delle manutenzioni) e tecnici, ex e attuali dirigenti del ministero delle Infrastrutture e del provveditorato delle opere pubbliche. Le due società sono uscite dal processo patteggiando circa 30 milioni di euro. Secondo l'accusa tutti sapevano delle condizioni del Morandi ma nessuno fece nulla seguendo la logica del risparmio per garantire maggiori utili da distribuire ai soci.

Fonte: Ansa

In foto:
07 luglio 2022, i parenti delle vittime del Ponte Morandi durente un'udienza presso il tribunale di Genova © Imagoeconomica

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