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La prima sezione della Cassazione ha annullato, per la seconda volta, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli, la sentenza che nel febbraio 2021 aveva visto la conferma della condanna, per "illecita concorrenza con minaccia o violenza", a tre anni di carcere ciascuno per i fratelli Antonio e Massimo Sfraga, di 55 e 48 anni, di Marsala. I due commercianti erano rimasti coinvolti nell'indagine sulla "mafia nel trasporto dell'ortofrutta", condotta dalla Dia di Roma e dalla Squadra mobile di Caserta e che il 10 maggio 2010 consenti', con 68 arresti, lo smantellamento di un "asse criminale" camorra-mafia che, secondo l'accusa, imponeva il monopolio dei trasporti su gomma ai commercianti che operano nel settore dei prodotti ortofrutticoli. Per gli inquirenti, gli Sfraga, grossisti dell'ortofrutta nel versante sud marsalese (zona Strasatti-Petrosino), sarebbero stati, nel settore, il trait d'union tra la camorra e Cosa Nostra. Il processo d'appello bis era stato ordinato dalla Cassazione oltre sei anni fa. La Suprema Corte, infatti, annullo' la precedente sentenza con "rinvio" ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Ad essere annullata, per un nuovo processo, fu la sentenza con cui, il 7 gennaio 2014, i giudici d'appello napoletani (quinta sezione) avevano confermato la condanna a tre anni di carcere ciascuno inflitta, il 27 gennaio 2012, dal gup campano Alberto Cairo. Antonio e Massimo Sfraga, ex ras locali nel settore del trasporto dell'ortofrutta verso i mercati campani e laziali, furono condannati insieme ad altre trenta persone.

Foto © Imagoeconomica

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